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Dopo la prima parte dell'epopea biancorossa, dedicata alle origini ed ai primi trionfi proseguiamo la nostra carrellata di ricordi legati ai cento anni di attività del Penne Calcio. Nel nuovo capitolo analizzeremo il cammino dei biancorossi negli anni '60, periodo storico particolare, in cui il "boom economico" nazionale finiva per mutare anche l'approccio al gioco del calcio che iniziava a diventare più sentito anche a livello dilettantistico, tanto da indurre le stesse Federazioni a continue riforme e ad una visione decisamente più "professionale".

Dopo l'amara retrocessione della stagione 1954-55, il PENNE tornerà a calcare i campi della massima serie regionale in occasione del Torneo 1959-60.

Format di nuovo mutato quello della massima categoria dilettantistica abruzzese a seguito della "Riforma Zauli" del 1957. Il nuovo Torneo torna ad assumere il nome di Prima Categoria (dopo che nelle stagioni 57-58 e 58-59 era stato denominato Campionato Dilettanti).


Una delle novità introdotte dalla Riforma riguardava la scelta del format dei tornei non più regolamentati dalla Federazione Nazionale ma la cui organizzazione, e di conseguenza la propria strutturazione interna, veniva delegata ai vari Comitati Regionali.


Altro punto cardine della nuova riforma, ancora più importante, era la creazione di una Lega Semiprofessionistica di rango superiore, con una sola squadra promossa per Regione che in ogni caso otteneva la promozione "sub-judice" in quanto vincolata a stringenti criteri di valutazione sulla solidità delle società e sulle strutture: in pratica la promozione ottenuta sul campo poteva tranquillamente essere "respinta" qualora una delle società promosse, una volta passata al vaglio obbligatorio della Lega, venisse dichiarata inadatta per la disputa del campionato di Serie D, condizione che del resto accadrà spesso come vedremo di seguito.


Facendo seguito alla facoltà data ai singoli Comitati di stabilire la struttura dei propri campionati, la Federazione Abruzzese decise così di tornare alle origini allargando la platea delle contendenti da 16 a 28 squadre tornando altresì alla suddivisione territoriale in due gironi, bloccando di fatto le retrocessioni. Le vincenti dei due gironi si sarebbero poi affrontate in gara di andata e ritorno con eventuale "bella" in caso di risultato di pareggio decretando così il titolo di campione regionale che, come già detto, condizionava poi la promozione alla successiva valutazione di merito.

Ad ogni modo il PENNE si presenta ai nastri di partenza della stagione 1959-60 inserito nel girone A in compagnia di ATRI, BORGO LANCIANO, GIULIANOVA, GUARDIAGRELE, MOSCIANO, NOTARESCO, ORTONA, PRO CALCIO PESCARA, ROSETO, SANT'EGIDIO, TERMOLI e NINO MEZZANOTTE PESCARA. Girone di ferro quello che aspetta i biancorossi contro compagini importanti tra cui ORTONA e GIULIANOVA che, appena retrocesse dal torneo Interregionale, meditano l'immediato ritorno. La rosa pennese (nella foto a lato) composta esclusivamente da atleti locali, andrà incontro ad un torneo durissimo contro squadre di rango decisamente superiore a quelle affrontate negli ultimi tornei ed i risultati sul campo non saranno particolarmente entusiasmanti, tanto che il PENNE chiuderà il campionato all'ultimo posto Diapositiva16
con 12 punti, frutto di 3 vittorie, 6 pareggi e 17 sconfitte con 29 gol fatti e 75 subiti. Un ultimo posto indolore tuttavia vista la liberalizzazione del torneo che non prevedeva retrocessioni. Il torneo sarà vinto dall'ORTONA che staccherà il GIULIANOVA nel duello tra favorite ottenendo poi l'immediato ritorno in D grazie al successo alla "bella" contro la sorprendente VIRTUS PIANO D'ORTA (vincitrice del girone B): dopo la netta sconfitta all'andata fuori casa (1-4) i giuliesi vinceranno di misura (1-0) il match di ritorno portando così l'esito finale alla "bella" che si disputerà sul campo neutro dell'Adriatico di Pescara: successo 3-2 in favore dei gialloverdi che avranno poi anche il nulla-osta dalla Lega per partecipare al successivo torneo di Serie D. ORTONA che parteciperà anche alla "Fase Scudetto" a carattere nazionale dove prima eliminerà gli umbri del GRIFO nel primo turno, poi tuttavia si arrenderà ai marchigiani del FALCO di Acqualagna (1-1 in casa e sconfitta 1-2 in terra picena). 
Classifica finale: ORTONA 41; Giulianova 39; Francavilla 36; Atri, Santegidiese 27; Nino Mezzanotte 26; Pro Calcio 25; Termoli 24; Borgo Lanciano 23; Rosetana 22, Mosciano, Notaresco 21; Guardiagrele 20; PENNE 12.

Con la stessa ossatura di squadra confermata rispetto alla stagione precedente il PENNE si affaccia alla stagione 1960-61 inserita sempre nel girone A ma in un torneo che presenta ora un format "ridotto" con 24 squadre totale divise in due gironi da 12. Rispetto alla passata stagione si registrano le uniche defezioni di PRO CALCIO PESCARA e NOTARESCO mentre la new entry è caratterizzata dal CITTA' SANT'ANGELO che torna a competere ai massimi livelli regionali dopo diversi anni. Ancora bloccate le retrocessioni, ed ancora una stagione anonima per il PENNE che migliorerà la posizione (penultimo) ma peggiorerà il rendimento con appena 9 punti in carniere frutto di 4 vittorie ed 1 pareggio. Il torneo vedrà trionfare una protagonista annunciata, il GIULIANOVA, che senza avversarie di particolare rango staccherà di ben sette lunghezze l'ATRI secondo in classifica ottenendo poi il lasciapassare per la serie D dopo la vittoria alla bella contro la TORRESE di Torre de Passeri (girone B). Nella fase nazionel i giuliesi elimineranno i lucani della LIBERTAS INVICTA e gli umbri del BASTIA ma successivamente si arrenderanno ai calabresi della PAOLANA.
Classifica finale: GIULIANOVA 38; Atri 31; Santegidiese, Pro Lanciano 26; Francavilla 25; Rosetana 24; Guardiagrele 21; Mosciano 20; Termoli 18; Nino Mezzanotte 16; PENNE 9; Città Sant'Angelo 8.

Il 1961-62 vede il girone A allargato a 13 squadre e per la prima volta dall'introduzione del nuovo format sarà prevista una retrocessione (ultima classificata). Con la posta in palio più alta i biancorossi riusciranno a migliorare il rendimento delle passate stagioni chiudendo il torneo al decimo posto con 16 punti in classifica. A vincere il torneo sarà la NINO MEZZANOTTE PESCARA successivamente sconfitta in finale dalla TORRESE (girone B) che tuttavia non avrà la forza per partecipare al successivo torneo di Serie D dovendovi pertanto rinunciare.
Classifica finale: NINO MEZZANOTTE 39; Termoli 37; Pro Lanciano 36; Rosetana 31; Francavilla 27; Città Sant'Angelo 26; Atri 24; Santegidiese 20; Mosciano 18; PENNE, Guardiagrele 16; Nereto 12; Miglianico 9. (Miglianico retrocesso).

Ben più complicata sarà invece per i biancorossi la stagione 1962-63 in cui i biancorossi chiuderanno al penultimo posto che, malgrado tutto, servirà a mantenere la categoria a discapito del MONTESILVANO neopromosso che retrocederà dunque immediatamente staccato di cinque lunghezze dai biancorossi. A vincere il campionato sarà di nuovo la NINO MEZZANOTTE che questa volta riuscirà a brindare all'agognato salto in Serie D nel quale sarà tuttavia di passaggio vista che retrocederà subito l'anno seguente.
Classifica finale: NINO MEZZANOTTE 39; Rosetana 34; Francavilla 33; Termoli, Atri 30; Santegidiese 26; Pro Lanciano 25; Mosciano 24; Guardiagrele 19; Città Sant'Angelo 17; Nereto 15; PENNE 12; Montesilvano 7. (Montesilvano retrocesso).

Scongiurato il pericolo per i biancorossi arriverà tuttavia la retrocessione nella stagione 1963-64 scongiurata alla fine da una riammissione al massimo campionato regionale che rimetterà in moto le ambizioni di un PENNE che andrà via via rinforzandosi. La difficile annata vede i biancorossi chiudere il torneo all'ultimo posto con 9 punti staccati di 3 lunghezze dal SALVADOR PESCARA con il TERMOLI che chiuderà il girone appaiato in vetta alla Diapositiva17
classifica con LANCIANO al termine di un campionato estremamente equilibrato con la ROSETANA terza incomoda. Una vittoria che tuttavia risulterà 
vana per i molisani visto che nel successivo spareggio con il TERAMO (girone B) arriverà un pareggio esterno ed una sconfitta interna di misura che regalerà la promozione ai teramani. Oltre ai biancorossi retrocederanno nella categoria inferiore anche SANTEGIDIESE e SALVADOR PESCARA.
Classifica finale: TERMOLI, Teramo 41; Rosetana 40; Pro Vasto 31; Ortona 28; Atri, Francavilla 24; Guardiagrele 19; Città S.Angelo 15; Mosciano 13; Santegidiese, Salvador Pescara 12; PENNE 9.

Scampato il pericolo del ritorno nella categoria inferiore, il PENNE inizia a riorganizzarsi per provare a ben figurare in un campionato dal livello ormai sempre più elevato. Costruita sempre intorno ad un gruppo di ragazzi locali, inizia a muovere i passi in prima squadra anche Guido Colangelo che successivamente sarà l'artefice, da allenatore, della definitiva consacrazione dei biancorossi. Il futuro tecnico andrà a comporre uno zoccolo duro composto dai vari Lucio Minati, Gianni Bennato, Antonio Bennato, Roberto Grima, Gianni Bianchini, Lanfranco Rossi ed Italo Aquilini tra gli altri. Per la prima volta dall'istituzione della nuova Prima Categoria il  PENNE sarà inserito nel girone B nella stagione 1964-65, quello della zona "interna" in un torneo che recupera il format delle 14 squadre con trasferte nell'entroterra abruzzese che si spingono fino a Celano; torneo prevalentemente "aquilano" vista la presenza di A.C.L.I. L'AQUILA, AMITERNUM, AQUILOTTI AVEZZANO, CASTELVECCHIO, CLITERNUM (Celano), ORATORIANA (L'Aquila), ORIONE (Avezzano) e FUCENSE (Trasacco); presenti anche le chietine GLORIA CHIETI, CHIETI SCALO e NIKE ONARMO (Chieti) mentre il mini-plotone pescarese sarà rappresentato da BUSSI e POPOLI. Un torneo che i biancorossi chiuderanno con una salvezza malgrado campi decisamente più caldi rispetto al girone costiero. Il torneo lo vincerà il GLORIA CHIETI che successivamente supererà nello spareggio la ROSETANA conquistando l'accesso alla serie D.

Di altro tenore la stagione 1965-66 che vede finalmente ai nastri di partenza un PENNE competitivo. La stagione naviga all'insegna della tranquillità tanto che i biancorossi la chiudono al quinto posto a quota 30 punti in un torneo monopolizzato dalle corazzate PRO VASTO e ROSETANA, con i vastesi che la spunteranno di un solo punto invertendo i ruoli rispetto alla stagione precedente laddove i rosetani precedettero proprio la PRO VASTO di un punto perdendo tuttavia lo spareggio con il Gloria Chieti. Sarà di 11 vittorie, 8 sconfitte e 9 pareggi il ruolino di marcia pennese, mentre la PRO VASTO chiuderà con 20 vittorie, 7 pareggi ed 1 sola sconfitta un torneo ora allargato a 15 squadre. Così come accaduto alla ROSETANA l'anno precedente tuttavia il cammino da corazzata non basterà ai vastesi poi battuti nello spareggio della POLISPORTIVA FORZA E CORAGGIO AVEZZANO dovendo pertanto rimandare di un anno la promozione alla categoria superiore.
Classifica finale: PRO VASTO 47; Rosetana 46; Termoli 36; Lanciano 34; PENNE 30; Sanvitese 28; Montesilvano 27; Interamnia, Nino Mezzanotte 26; Atri 23; Ortona 22; Ursus Pescara 21; Mosciano 20; Città S.Angelo, Francavilla 19. (Città Sant'Angelo retrocesso, poi ripescato).

Il 1966-67 vede ancora una volta il PENNE ai nastri di partenza di un girone A sempre più competitivo, con la PRO VASTO che cerca ancora l'assalto alla Serie D con TERMOLI, LANCIANO e ROSETANA nel ruolo di terzi incomodi. Una stagione durissima con i vastesi che si prendono subito la vetta  con TERMOLI e LANCIANO ad inseguire mentre per i rosetani non sarà alla fine una stagione particolarmente felice. Alla fine il torneo sarà chiuso con PRO VASTO e TERMOLI a dividersi la vetta a quota 48 con il LANCIANO alla fine nettamente staccato (-6). Per il PENNE sarà un campionato tranquillo ma senza mezzi termini con 12 vittorie ma ben 15 sconfitte a fronte di un solo pareggio con 33 gol fatti e 42 subiti. Nello spareggio la vittoria del girone andrà alla PRO VASTO baciata dalla fortuna della "monetina" (2-2 dopo i tempi supplementari) in un periodo storico particolare in cui non erano previsti i calci di rigore in caso di parità. Vastesi che poi brinderanno alla D nel doppio confronto con l'INTERAMNIA (girone B), pareggio 0-0 a Teramo, vittoria per 1-0 tra le mura amiche; teramani che tuttavia saranno poi lo stesso ammessi alla Serie D per completamento organici.
Classifica finale: PRO VASTO, Termoli 48; Lanciano 42; Atri 34; Nino Mezzanotte 31; Sanvitese 29; Rosetana 28; Atessa 26; PENNE 25; Mosciano 22; Francavilla, Ortona 21; Ursus Pescara 20; Città S.Angelo, Montesilvano 14.

La stagione 1967-68 segna un nuovo allargamento degli organici con i due gironi che salgono a 16 squadre avvicinandosi dunque ai format più moderni ed in attesa della nuova riforma che nella stagione in corso interesserà i Comitati di Lombardia e Campania ma che negli anni successivi verrà esteso a tutte le altre regioni. Non cambia il girone di competenza dei biancorossi che rimane quello A in compagnia delle rappresentative della zona orientale Diapositiva19
della regione; favorita d'obbligo è il LANCIANO dopo che la promozione della Pro Vasto ed il ridimensionamento del TERMOLI che non regge il passo per l'annata in corso schiude la strada ai frentani che approfitteranno dell'assenza di grandi firme per dominare letteralmente un girone chiuso con un perentorio +10 sulla più diretta inseguitrice che torna ad essere la ROSETANA. I rossoneri lasceranno per strada appena 8 punti chiudendo così la stagione a quota 52. Il PENNE dal suo canto si conferma sulla stessa linea d'onda della passata stagione chiudendo il torneo a quota 24 punti. Sarà tuttavia una stagione importante per i colori biancorossi visto che metteranno in evidenza Vincenzo Pilone che andrà poi a calcare i campi del professionismo prima di tornare a scrivere le migliori pagine della storia calcistica biancorossa; insieme a Pilone si compatta il plotone pennese oltre ai più esperti Gianni Bennato, Antonio Bennato, Guido Colangelo e Lucio Minati fanno parte del gruppo anche Roberto Frasca Dario D'Angelo.
Classifica finale: LANCIANO 52; Rosetana 42; Atri 39; Termoli 36; Atessa 33; Sanvitese 32; Casoli 31; Nino Mezzanotte 30; Francavilla 28; Ursus Pescara 26; Mosciano 25; PENNE 24; Silvi 22; Montesilvano, Ortona, Città Sant'Angelo 20.

Il 1968-69 sarà l'anno della prima scrematura visto che le recenti riforme avevano reintrodotto il campionato di Promozione elevato a rango di elite anche se solo in alcune regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Sardegna). In Abruzzo la formula rimaneva la stessa con due gironi da 16 squadre ciascuno. Il  PENNE sarà inserito nuovamente nel girone A e chiuderà di nuovo con una salvezza tranquilla a quota 22 in un campionato chiuso in vetta dall'ambizioso CITTA' SANT'ANGELO che, preso in mano dall'appassionato patron Petruzzi, si appresterà a disputare diversi campionati di Serie D malgrado il pericolo scongiurato in estate di non parteciparvi a causa dell'impianto reputato non idoneo dalla Federazione poi superato dalla costruzione lampo dell'odierno impianto angolano. La promozione in D dei gialloblu arriverà dopo lo spareggio con il TERAMO vincitore del girone B.
Classifica finale: CITTA' S.ANGELO 44; Termoli 43; Nino Mezzanotte 41; Casoli 34; Rosetana 32; Silvi 28; Sanvitese 26; Ursus Pescara 25; Atri, Pescara Portanuova 24; PENNE 22; Mosciano, Atessa 21; Francavilla 19; Guardiagrele 14; Ortona ritirato. (Guardiagrele, Ortona retrocesse).