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Diapositiva21Terzo appuntamento con la storia a capitoli dei cento anni del Penne Calcio. Passeremo a rassegna gli anni '70 dalla retrocessione in Prima Categoria fino alla genesi definitiva del blocco locale pennese in grado di affacciarsi per la prima volta oltre i confini regionali arrivando a sfiorare la C2. Una crescita costante e prepotente sotto la guida dei vari Ermete Novelli, Pinti, Rocco Core, Cipollone prima dell'esordio di Guido Colangelo in panchina; l'esodo di Ischia in Coppa Italia, la successiva sfortunata eliminazione col Cittadella, e tanti altri aneddoti come il gol in rovesciata di Zulli (fotoimmortalata da un'epico fotogramma.

L'ultimo torneo dell'ormai vecchia Prima Categoria si disputerà nella stagione 1969-70 e, sarà valido oltre che per la promozione in Serie D per la vincente dello spareggio inter-girone, anche a formare la griglia di partenza del campionato di Promozione che tornerà finalmente come massima espressione calcistica regionale in girone unico, racchiudendo le migliori squadre dei due gironi di Prima.Diapositiva20 E' un PENNE rinnovato quello messo su dal Presidente Luigi Perilli e guidato in panchina dal tecnico Cristoforo Pinti. In porta c'è sempre Ciuffini ma farà il suo esordio anche un giovanissimo Vincenzo Orsini che sarà uno dei protagonisti della successiva nuova ascesa biancorossa. Affianco ai confermatissimi della stagione precedente tra i quali Dario D'Angelo, Rossano Volpone e Tonino D'Annuzio si rimpolpa il plotone locale con il giovane Roberto Palma; non manca qualche rinforzo tra i quali spicca Tonino Grosso padre di Fabio Grosso che scriverà una pagina di storia del calcio italiano qualche decennio dopo nei mondiali tedeschi del 2006. La stagione vedrà i biancorossi inseriti nel solito girone A in compagnia dei molisani del TERMOLI, delle teramane SILVI, ROSETANA, ATRI, MOSCIANO, MARTINSICURO, delle pescaresi MONTESILVANO, NINO MEZZANOTTE, PESCARA PORTANUOVA, URSUS e delle chietine INTREPIDA ORTONA, ATESSA, SANVITESE (San Vito Chietino), FRANCAVILLA e CASOLI. In palio dunque c'è la qualificazione al rinascente torneo di Promozione Regionale che la società del presidente Perilli non vuole assolutamente mancare. La squadra dimostra una fisionomia decisamente più solida rispetto a quella delle ultime stagioni e riuscirà pertanto nell'intento, non semplice, di ottenere il pass per la massima categoria abruzzese a partire dalla stagione seguente. Il TERMOLI invece dopo aver vinto il girone, farà suo anche il doppio spareggio con l'AVEZZANO (girone B) pareggiando 0-0 in terra marsicana e vincendo con un'eloquente 3-0 in casa.

La stagione 1970-71 rappresenta dunque quella del "nuovo" esordio del torneo di Promozione Regionale. Il nuovo format prevedeva un girone unico composto da sedici squadre; oltre ai biancorossi ai nastri di partenza c'erano le pescaresi MONTESILVANO, NINO MEZZANOTTE, POPOLI e POLISPORTIVA CEPAGATTI, le aquilane SULMONA, TAGLIACOZZO, POLISPORTIVA SAGITTARIO (Pratola Peligna), AQUILORIONE (società di Avezzano derivante dalla fusione tra le società AQUILOTTI ed ORIONE), CLITERNUM (Celano), le chietine ATE TIXA (Atessa), POLISPORTIVA RAPINO (Ortona), e le teramane HATRIA, SILVI e MONTORIO. Il PENNE sempre forgiato sullo zoccolo duro della passata stagione disputa un campionato di tutto rispetto, concluso all'ottavo posto a quota 31 punti. La vittoria del torneo andrà al SULMONA che farà dunque il suo ritorno in IV Serie staccando di ben cinque lunghezze la rivelazione MONTESILVANO. In coda invece la retrocessione coinvolgerà le due matricole POLISPORTIVA RAPINO e CEPAGATTI che terminerà il torneo mestamente all'ultimo posto con appena 8 punti in classifica e due sole vittorie all'attivo.
Classifica finale: SULMONA 44; Montesilvano 39; Rosetana 38; Ate Tixa, Nino Mezzanotte 37; Silvi, Popoli 32; PENNE 31; Hatria 29; Tagliacozzo 28; Sagittario Pratola, Aquilorione 26; Cliternum 25; Montorio 24; Rapino 23; Cepagatti 8. (SULMONA promosso in Serie D, RAPINO, CEPAGATTI retrocesse in Prima Categoria).

La stagione 1971-72 vede riconfermato il format del torneo a sedici squadre che resisterà ormai per anni. Le novità del girone riguardano il ritorno del FORZA E CORAGGIO AVEZZANO (proveniente dalla D e retrocesso in Promozione per sole tre reti di differenza rispetto ai laziali del Civitavecchia) e l'approdo di SANTEGIDIESE e FUCENSE (Trasacco) neopromosse dal campionato di Prima Categoria. Inoltre si registra il cambio di denominazione dell'Aquilorione che si trasforma in A.C.AVEZZANO; proprio nell'estate susseguente a questo torneo la società avezzanese si fonderà con i cugini del FORZA E CORAGGIO fondando così la gloriosa F.C.AVEZZANO dalle maglie biancoverdi. La rosa è un mix tra tanti atleti locali e qualche giocatore del circondario tra cui spicca Francesco Oddo prelevato in prestito dal Pescara e l'attaccante Zulli protagonista dello splendido gol in rovesciata contro il POPOLI; a completare la squadra guidata dal tecnico Ermete Novelli troviamo capitan Guido Colangelo oltre ai vari Antonio Tranquilli, Vincenzo Orsini, Rocco Bellante, Roberto Palma e Rossano Volpone.  La stagione è purtroppo di quelle estremamente deludenti per i biancorossi che non riusciranno a Diapositiva22
confermare il brillante piazzamento della passata stagione chiudendo addirittura al penultimo posto con 21 punti (6 vittorie, 9 pareggi e 15 sconfitte) staccati di tre lunghezze dall'HATRIA,  rimediando così l'amarissima retrocessione in Prima Categoria insieme al POPOLI. La stagione registrò l'exploit della sorprendente SANTEGIDIESE: incredibile il cammino dei giallorossi passati dalla Terza Categoria alla IV Serie nel giro di pochissimi anni. Nel 1968 infatti la Federazione aveva radiato la società giallorossa da ogni attività a seguito di una folle rissa accaduta in campo durante un torneo estivo nella vicina Sant'Omero. In soccorso dei giallorossi arrivo la c.d. "amnistia" emanata all'epoca dal presidente Saragat a seguito della vittoria degli europei di casa da parte della Nazionale azzurra. Tale amnistia andava a cancellare i reati meno gravi, e la SANT ne usufruì potendo ripartire subito dalla Terza Categoria e vincendo di fila tutti i campionati compreso questo di Promozione dove le favorite della vigilia erano la ROSETANA che chiuderà al secondo posto, e la POLISPORTIVA FORZA E CORAGGIO AVEZZANO che andò invece incontro ad un campionato deludente.
Classifica finale: SANTEGIDIESE 44; Rosetana 41; Silvi 39; Forza e Coraggio Avezzano 34; Tagliacozzo, Ate Tixa 32; Fucense 31; Montesilvano 30; Sagittario Pratola, Cliternum 29; Avezzano 28; Nino Mezzanotte 26; Montorio 25; Hatria 24; PENNE 21; Popoli 15. (SANTEGIDIESE promossa in Serie D, PENNE, POPOLI retrocesse in Prima Categoria).

Dopo due sole stagioni nella neonata nuova Promozione Regionale per il PENNE sarà dunque il momento di leccarsi le ferite e ripartire dal campionato di Prima Categoria. La stagione 1972-73 sebbene non porterà a grossi risultati sportivi sarà tuttavia l'avvio di un'epopea per il calcio in Città visto l'esordio di un giovane allenatore pennese che, svestite le scarpette e la fascia di capitano, siederà per la prima volta in panchina: parliamo di Guido Colangelo. Sarà una stagione interlocutoria dal punto di vista sportivo per la giovane formazione pennese che chiuderà al nono posto in classifica.

Interlocutorie anche le stagioni 1973-74 (5°posto) e 1974-75 (9°posto) che tuttavia serviranno per scaldare i motori in vista del 1975-76, stagione nella quale i biancorossi ormai ben consolidati nell'ossatura e nei dettami tattici imposti da mister Colangelo, chiuderanno al primo posto il girone arrivando a disputare a Chieti lo spareggio col RAIANO. I biancorossi tuttavia usciranno sconfitti dal doppio confronto: in vantaggio nel primo match arriverà il beffardo pari aquilano nel finale, mentre la gara di ritorno terminerà con una sconfitta di misura. Una sconfitta che tuttavia non impedirà ai biancorossi di fare il grande salto in estate prendendo il posto del Montereale che rinuncerà alla disputa del torneo.

Il 1976-77 rappresenta dunque il primo campionato del ritorno in Promozione. Insieme al PENNE nel classico girone unico a sedici squadre, ci sono anche MONTESILVANO (unica rappresentante della provincia di Pescara insieme ai biancorossi), insieme alle teramane PINETO, NOTARESCO, MONTORIO, SILVI, SANTEGIDIESE ed HATRIA, alle chietine SAN SALVO e ATESSA, alle aquilane CLITERNUM, RAIANO, ANGIZIA LUCO, CARSOLI, SAGITTARIO PRATOLA e FUCENSE. 
La stagione è dura ma la PENNESE (questa la nuova denominazione sociale adottata) può contare su una difesa di ferro (la migliore del torneo con appena 16 reti al passivo in 30 gare) e riesce anche a vincere con una certa regolarità. Davanti tuttavia si corre e tenere il ritmo delle prime per una matricola come quella biancorossa non è semplice. Malgrado tutto, il terzetto di testa completato da PINETO e SAN SALVO farà il vuoto (dietro i biancorossi arriverà il CLITERNUM staccato di ben 13 lunghezze) e nonostante le sole 5 sconfitte all'attivo i biancorossi chiuderanno la stagione al terzo posto, a -1 dal SAN SALVO, a -6 dal PINETO assoluto dominatore del torneo che chiuderà con 47 punti brindando all'approdo in IV Serie. Niente male per una "matricola" che si riaffacciava alla categoria e soprattutto una buona iniezione di fiducia in vista delle successive stagioni. In coda salutano la categoria MONTESILVANO, HATRIA, FUCENSE.

PROMOZIONE ABRUZZO 1976-77 (3°posto - 41 punti - 16 V, 9P, 5S)

 PINETO             47   Angizia Luco   27 
 San Salvo  42   Carsoli   26 
 PENNESE  41   Santegidiese   26 
 Cliternum  34   Sagittario  26
 Notaresco  33   Atessa  26 
 Montorio  32   Fucense  24
 Silvi   30   Hatria   22 
 Raiano  27   Montesilvano  17 

 

La stagione 1977-78 si configura alla vigilia come un campionato ancora più duro rispetto al precedente con tre compagini nuove che promettono battaglia: il SULMONA appena retrocesso dal campionato di Serie D e favorita d'obbligo, il TERMOLI (ammessa al campionato abruzzese in deroga a quello campano per questioni logistiche) e l'ANGOLANA che, finiti i fasti dell'era Petruzzi in cui aveva sfiorato anche la serie C, si presenta dopo sette stagioni in IV Serie con programmi ridimensionati ma comunque con una rosa di un certo rispetto. Dalla Prima Categoria arrivano invece le neopromosse CHIETI SCALO e LAS PRO LIDO (Tortoreto) per un torneo che partirà a 17 squadre ma finirà con 16 visto che il CLITERNUM (Celano) verrà radiato dalla federazione a causa delle intemperanze susseguenti al match interno con il Raiano disputato sul neutro di Avezzano e terminato 0-1 in favore degli ospiti: al termine della gara un'incredibile aggressione dei tifosi celanesi costringerà il signor Pasquini di Lanciano al ricovero ospedaliero in gravi condizioni; la decisione della Federazione causò l'immediata esclusione dei celanesi dal campionato e la conseguente radiazione della società marsicana, costretta a ripartire l'anno successivo dalla Terza Categoria con la denominazione di Olimpia Celano.
La stagione vede ai nastri di partenza una pennese maggiormente consapevole dei propri mezzi ma soprattutto rinforzata dall'innesto di giocatori importantissimi e dalla crescita dei tanti locali; la squadra è una vera e propria "corazzata" e sembra già ampiamente pronta al salto di categoria. In porta arriva Felice Liberati giovane estremo difensore originario di Roccamorice, cresciuto calcisticamente nel Chieti con all'attivo una presenza e diverse panchine in Serie C; Liberati arriva dal Chieti dopo un anno di esperienza a San Severo grazie alla forte amicizia che legava il presidente biancorosso Perilli con quello teatino Angelini. L'arrivo di Felice sarà una manna dal cielo tanto che il portierone biancorosso Diapositiva23arriverà a concludere la propria carriera calcistica a Penne nel quale pianterà le sue radici, e ad oggi viene ricordato all'unanimità come uno dei migliori portieri della storia biancorossa. L'estremo difensore ex Chieti sarà affiancato dal solito Vincenzo Orsini uno dei leader del blocco locale composto ancora da Guglielmo Macrini, Roberto Palma, Roberto Sigillo insieme agli altri "pennesi" in rampa di lancio come Antonio e Luciano Marini, Daniele Toppeta ed Enzo Di Federico e con gli innesti di giocatori del calibro di Mauro Di Pietro e di Giancarlo Bianchini che dopo aver conosciuto la ribalta della Serie B tra Salernitana, Arezzo ed Ascoli decise di rientrare in patria per completare gli studi. A completare la rosa di primo livello troviamo i vari Giannetti, Ranieri, Giancaterino e Castorani.
Biancorossi che si confermano subito come una delle squadre da battere intraprendendo un entusiasmante duello spalla a spalla con il SULMONA, protagonista annunciata della vigilia; nel contesto di questa strenua lotta, le due compagini fanno letteralmente il vuoto dietro ma il finale di campionato sarà amaro per gli uomini di mister Colangelo che rispetto agli ovidiani pareggeranno due gare in più che saranno alla fine decisive per quella discrepanza di appena due punti che garantirà l'accesso alla Serie D ai peligni. Saranno ben 44 i punti finali conquistati dai biancorossi (+3 rispetto alla stagione precedente) frutto di 19 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte, con 46 gol fatti e 21 subiti miglior difesa dell'intero torneo. Per la PENNESE sarà dunque il primo boccone amaro ma i biancorossi dovranno farci il "callo" visti i risultati simili delle due stagioni successive.
In Prima Categoria retrocedono RAIANO e MONTORIO insieme al CLITERNUM radiato; la squalifica dei marsicani salverà in un colpo solo ben quattro squadre: SAN SALVO, NOTARESCO, SAGITTARIO ed ANGIZIA LUCO che, appaiate a quota 25 punti, evitano spareggi e classifiche avulse.

PROMOZIONE ABRUZZO 1977-78 (2°posto - 44 punti - 19V - 6P - 5S)

Sulmona 46 Chieti Scalo 26
PENNESE 44 Silvi 26
Santegidiese  39 San Salvo 25
Carsoli 35 Notaresco 25
Termoli 35 Sagittario 25
Las Pro Lido 33 Angizia Luco 25
Angolana 30 Raiano 24
Atessa 26 Montorio 16

 

Il 1978-79 sarà l'anno della grande riforma in C: nasce la serie C2 con la serie D "declassata" a quinto livello del campionato italiano e dilettantistico a tutti gli effetti. Sarà l'anno propizio per tante formazioni abruzzesi, con quattro promozioni per ogni girone di IV Serie che permetterà così a FRANCAVILLA, AVEZZANO e LANCIANO di balzare nel professionismo. 
La PENNESE questa volta si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione con i crismi della favorita; i soli due punti di distacco dalla corazzata Sulmona della passata stagione gridano vendetta, la rosa è interamente confermata rispetto a quella della passata stagione dando le giuste garanzie di solidità e quoziente tecnico di livello. Dalla IV Serie arriva il PINETO che tuttavia paga forte lo scotto della retrocessione ridimensionando decisamente i piani; ridimensionamento che avviene in maniera evidente anche nell'ANGOLANA che smantella chiudendo mestamente il torneo all'ultimo posto in classifica con sole due gare vinte nell'arco dell'intera stagione. Dalla Prima Categoria arrivano invece le agguerrite PAGANICA e GUARDIAGRELE che si renderanno protagoniste di campionati al di sopra delle aspettative. La stagione finisce tuttavia per ricalcare quella passata, questa volta con una super SANTEGIDIESE (anch'essa consolidata dopo il lusinghiero terzo posto del torneo precedente) ed un'inaspettata outsider come il CHIETI SCALO.  La stagione si concluderà con una vera e propria volata a tre cui la spunteranno i vibratiani con i biancorossi ancora beffati al traguardo distanti appena due punti: questa volta a fare la differenza sarà una vittoria in più per i teramani che grazie ai 44 punti finali brinderanno alla D, staccando oltre che i biancorossi anche i chietini che chiuderanno a pari punti con i pennesi (42). In Prima Categoria retrocederà oltre alla già citata ANGOLANA anche la POLISPORTIVA SAGITTARIO di Pratola Peligna.

PROMOZIONE ABRUZZO 1978-79 (2°posto - 42 punti - 17V, 8P, 5S)

Santegidiese 44 Las Pro Lido 29
PENNESE 42 Pineto 27
Chieti Scalo 42 Atessa 27
Guardiagrele 40 Notaresco 25
Paganica 35 Angizia Luco 24
San Salvo 30 Silvi 24
Carsoli 30 Sagittario 23
Termoli 29 Angolana   9

 

Non c'è tempo per smaltire la rabbia, la PENNESE è ormai pronta al sospirato salto di qualità e si presenta ai nastri di partenza della stagione 1979-80 con i crismi della favorita. La società, ora a capo del Presidente Carlo Cretara punta con forza al salto in Interregionale ed aggiunge alla rosa altri due elementi di categorie superiori, destinati a fare la storia del biancorosso anche e soprattutto negli anni a venire: parliamo di Vincenzo Pilone, classe 1949, che dopo gli esordi da giovanissimo in biancorosso aveva intrapreso una fulgida carriera da protagonista che l'aveva spinto fino alla Serie B con le maglie di Sambenedettese, Arezzo e Campobasso, con oltre 150 presenze tra i professionisti, e di Giovanni Severo che nonostante la giovanissima severo nazionel
età (classe 1957) ed una carriera professionistica in rampa di lancio ad Ascoli, decide di tornare nella sua Penne la cui maglia non lascerà fino a fine carriera ad inizio anni '90, e che rappresenterà una colonna biancorossa arrivando anche a vestire la prestigiosa casacca della Nazionale Italiana Dilettanti (foto a sinistra). Confermato il resto del blocco con i vari Florideo Pilone, Mauro Di Pietro, Di Federico, Giannetti, Macrini, Palma, Gioioso, Toppeta e Antonioli.


Una stagione che, sebbene non porterà neppure in quest'occasione all'agognato salto di categoria, sarà fondamentale per lo sviluppo futuro a breve/lungo termine di una squadra che conoscerà da vicinissimo i campi di fuori regione: i biancorossi infatti raggiungeranno la ribalta in Coppa Italia spingendosi fino ai quarti di finale con dolorosa (ed immeritata) eliminazione per mano del CITTADELLA la cui squadra, una vera corazzata per la categoria, arriverà a vincere la Coppa stessa e inizierà l'inesorabile cammino fino a quella Serie B che tutt'ora disputa avendo sfiorato anche la Serie A la passata stagione nella doppia finale playoff persa con il Verona, ma ne parleremo in coda.
Il nuovo torneo di Promozione intanto si prospetta alla vigilia più semplice rispetto alla stagione precedente con un CHIETI SCALO decisamente ridimensionato nella rosa e nei programmi e con nessuna rappresentante abruzzese proveniente dalla IV Serie. 
Le uniche novità del girone riguardano infatti le neopromosse VAL DI SANGRO, SS TIRINO e GUARDIAVOMANO provenienti dal campionato di Prima Diapositiva25
Categoria mentre da temere è il TERMOLI rinforzato in estate così come il SAN SALVO che dopo due stagioni anonime vuole tornare ai fasti della corsa a tre con i biancorossi ed il Pineto. Malgrado la grossa rosa a disposizione il campionato si rivelerà più insidioso di quanto lo si pensasse alla vigilia pur se con risultati sostanzialmente in linea con quanto fatto vedere gli anni precedenti. Ma dopo un terzo posto e due secondi posti consecutivi, l'ennesima abdicazione al fotofinish suona quasi come una maledizione per una PENNESE che verrà staccata di tre punti da un SAN SALVO unico baluardo in grado di competere con i ragazzi di mister Colangelo che staccheranno di quattro lunghezze il TERMOLI che andrà di nuovo incontro ad una stagione deludente non riuscendo a risalire sufficientemente la china. 
Con i 40 punti accumulati nella stagione la PENNESE poterà a quota 167 il bottino totale di punti in quattro stagione, una media di 41 a stagione che non basteranno per fare il grande salto. In coda saranno quattro le retrocesse al campionato di Prima Categoria: GUARDIAVOMANO, NOTARESCO, CARSOLI e CHIETI SCALO che crollerà letteralmente dopo il sogno Serie D appena svanito nella stagione precedente.

Parlavamo di Coppa Italia: mai come quest'anno la PENNESE si spingerà così avanti nella Competizione arrivando fino ai quarti di finale persi contro il ischia1
CITTADELLA. Dopo aver superato piuttosto agevolmente nel Primo Turno i biancorossi se la vedranno con i campani dell'ISCHIA vincendo la gara casalinga di misura e rimediando un pareggio d'oro (1-1) in terra campana con vero e proprio esodo da Penne da cui partirono ben due pullman. Saranno i primi veri esodi di tifosi biancorossi confermati anche negli amari quarti di finale laddove nel doppio confronto i ragazzi di mister Colangelo usciranno sconfitti senza non poche recriminazioni per via di una direzione arbitrale piuttosto discutibile. Anche a CITTADELLA i biancorossi saranno seguiti da un centinaio di tifosi benchè quella incredibile cavalcata si fermerà al cospetto di una squadra che sarà poi capace anche di vincere la competizione in finale contro i toscani della Mobilieri Ponsacco. Una stagione insomma stregata sotto tutti i punti di vista, ma che sarà incredibilmente importante perchè forgerà definitivamente quella squadra capace in pochi di anni prima di stradominare il

ischia2 torneo di Promozione Abruzzese, poi di sfiorare subito il salto tra i professionisti e successivamente in grado di strappare un'incredibile salvezza al Benelli di Pesaro contro la VIS costretta dai biancorossi al ritorno tra i dilettanti regionali a distanza di oltre 30 anni. Ma di questo parleremo nel prossimo capitolo.

 

 

 

 

 

PROMOZIONE ABRUZZO 1979-80 (2°posto - 40 punti)

San Salvo 43 Paganica 30
PENNESE 40 SS Tirino 29
Termoli 36 Silvi 28
Guardiagrele        32 Atessa 27
Pineto 32 Guardiavomano 37
LAS Pro Lido 31 Notaresco 25
Angizia Luco 31 Chieti Scalo 20
Val di Sangro 31 Carsoli 18