Sabato, 05 Dicembre 2020 | Login
previous arrow
next arrow
Slider

penne86Prosegue il nostro viaggio alla riscoperta dei cento anni di storia Biancorossi. Con la quinta parte andremo ad analizzare i campionati a cavallo tra 1983 e 1987, anni importanti per una Pennese che seguiranno la fine del primo ciclo Colangelo con Arturo Bertuccioli e Giovanni Mincarini in panchina. Saranno gli anni che consacreranno i biancorossi ai vertici del torneo Interregionale e che vedranno i primi fisiologici avvicendamenti di mercato con il gruppo storico che andrà lentamente sfaldandosi. Ma saranno soprattutto gli anni degli infuocati derby con il Chieti che, fresco di retrocessione dalla C2, faticherà non poco a risalire la china con il "Comunale" che rimarrà inviolato al cospetto dei teatini.

Archiviata con affanno ma con grande soddisfazione la seconda stagione consecutiva in Interregionale, la società biancorossa corre ai ripari e punta al consolidamento della rosa per i campionati a venire, nell’ottica di una crescita che sia in grado di evitare ogni possibile sorpresa dietro l’angolo.

Con il duo La Torre-Rietti sempre al comando della società, con Acqua Santa Croce che conferma ancora la propria partnership, la base societaria è allargata da nuovi sponsor che permettono così ai biancorossi di muoversi in maniera più consistente sul mercato, anche perché l’addio di mister Colangelo implica la scelta di un nuovo tecnico e soprattutto la necessità di rinforzare una rosa che dopo tanti anni ha fisiologicamente bisogno di nuova linfa.

E così che tra mille interrogativi ci si avvicina alla stagione 1983-84, la terza consecutiva in Interregionale per la PENNESE, che riparte con rinnovato entusiasmo e con la voglia di far bene piantando le radici per un piano pluriennale che intende portare il biancorosso ai vertici della categoria così faticosamente conquistata e mantenuta.

Il primo nodo da sciogliere per la nuova stagione è ovviamente quello del tecnico, e non potrebbe essere altrimenti: l’addio di mister Colangelo apre infatti la strada a non poche incognite per una squadra ed un’ambiente ormai abituati ai dettami tecnici e tattici dell'allenatore pennese. La scelta ricade su Arturo Bertuccioli; ex calciatore di altissimo profilo (110 presenze con la maglia della Spal tra serie A e B), il neo-tecnico pesarese aveva mosso i primi passi da allenatore sulla panchina del Francavilla in C2 nella stagione 1981-82 senza grosse fortune; successivamente, sempre all’interno della società giallorossa si occuperà di settore giovanile mettendosi in mostra prima di avere la nuova grande occasione di una panchina: per l’appunto quella biancorossa.
Per la prima volta dunque saranno tanti i movimenti di mercato in entrata che serviranno in parte per rinforzare una rosa salva solo all’ultima giornata nell’ultimo torneo, ed in parte per provare a rimpiazzare la partenza di Vittoriano Di Luzio che lascerà il biancorosso per trasferirsi a L’Aquila.
Gli arrivi nelle due sessioni di mercato saranno diversi; sfruttando le referenze del tecnico con l’ambiente di Francavilla (la cui prima squadra milita in C1) arrivano i difensori Castorani e Spadafora oltre al forte attaccante Lotorio. Gli altri acquisti saranno invece quelli del difensore Lunelli messosi in luce con la maglia del Villamagna ed altri tre rinforzi di grandissimo spessore: il difensore Lodi (Potenza), il centrocampista Verde (Lanciano) e l'attaccante campano Michele Punzo il cui cartellino è di proprietà del Bologna.
Ad eccezione del già citato Di Luzio passato sulla sponda de L’Aquila, sarà confermato nella sua interezza il blocco vincente pennese con i vari Severo, Pilone, Macrini, Liberati, Palma, Di Federico e Mauro Di Pietro che rimarranno sempre cardini di una squadra in grado di mantenere la propria identità nonostante i nuovi ed importanti innesti.

Per la prima volta dall’approdo nel massimo campionato dilettantistico nazionale, cambia il girone di riferimento dei biancorossi ed arrivano le temutissime trasferte pugliesi. Con le retrocessioni dalla C2 di Lanciano ed Avezzano e la promozione della Rosetana, saranno infatti ben dieci le rappresentanti abruzzesi in Interregionale divise complessivamente in tre gironi; Pineto e Tortoreto rimarranno nel girone F insieme alla Rosetana, Avezzano e L’Aquila finiranno nel girone laziale (G) mentre PENNE e CHIETI, insieme al LANCIANO retrocesso, raggiungeranno VAL DI SANGRO e SAN SALVO nel girone L che rappresenta una sorta di campionato pugliese con ben dieci rappresentanti raggruppate nello stesso girone: BISCEGLIE, CANOSA, FASANO, FIDELIS ANDRIA, LUCERA, MANFREDONIA, MOLA (neopromossa), NOICATTARO, OSTUNI e TRANI; a completare il raggruppamento c’è anche una lucana, il REAL GENZANO fresca vincitrice del torneo di Promozione Basilicata. Un girone insomma massacrante, con trasferte lontane che arrivano fino al Salento (Ostuni) e più in generale campi caldissimi ed avversari blasonati ed ambiziosi, con tante incognite in più per un torneo che torna ad essere per lo più sconosciuto ad una PENNESE abituata a bazzicare i campi marchigiani.

Tra le favorite d’obbligo non possono non spiccare le pugliesi, la FIDELIS ANDRIA su tutte; la squadra biancoblu è reduce da due tornei di transizione in Interregionale dopo la “rinascita”, quando la squadra storica del popoloso centro pugliese (A.C.Andria) venne dapprima radiata, poi riammessa a ripartire dal campionato di Terza Categoria a seguito degli incidenti al termine di un sentito match contro il Potenza. La ripartenza fece sì che la FIDELIS militante nel campionato di Seconda Categoria, prese l’impegno di ripartire come massima rappresentante della città, vestendo i colori biancoblu, ed operando subito il triplo salto consecutivo dalla Seconda Categoria all’Interregionale. Dopo i due campionati interlocutori, in sede di calciomercato i biancazzurri costruiscono una corazzata con elementi di categoria superiore, come il fantasista Domenico Marangi ed il prolifico bomber Mario Petilli che i biancorossi ritroveranno sulla propria strada gli anni successivi a Molfetta.
Non ci sono però solo i pugliesi nel novero delle favorite: in fase di risoluzione dei propri problemi societari, il CHIETI la cui società è ora nelle mani del Dottor Barbiero, si affida alle cure del tecnico Baldoni voglioso di riscatto dopo l'infausta annata appena trascorsa sulla panchina della Vis Pesaro condannata alla retrocessione proprio dai biancorossi, consolida la rosa con la conferma del forte bomber Walter Berardi, ed aggiunge alla rosa due elementi come Cittadino (Pescara) e l’altro ex Pescara Vincenzo Zucchini, che dopo due anni alla Salernitana chiuderà in neroverde la propria carriera successivamente diventandone tecnico. A completare il novero delle favorite, c’è il MANFREDONIA mentre il BISCEGLIE punterà su un torneo di transizione prima di partire forte in vista della stagione successiva; il PENNE è subito dietro: la squadra è forte, resa solida dal calcio equilibrato e senza fronzoli di mister Bertuccioli e l’obiettivo è quello di disputare un torneo all’insegna della tranquillità.

Facendo sempre affidamento soprattutto al fortino casalingo, la PENNESE partirà subito sotto i migliori auspici, assestandosi in zona tranquillità senza grossi scossoni di sorta. La tattica impostata da mister Bertuccioli è di quelle che bada al sodo, tanta densità e prima non prenderle, tanto da guadagnarsi presto l’appellativo di “mister X” vista la particolare propensione al pareggio. L’avvio del campionato vede subito la FIDELIS ANDRIA provare a prendere il largo, il CHIETI parte bene ma dopo i primi due successi iniziali rimedia proprio a Penne il primo “mezzo passo falso”: la gara del Comunale disputata il 2 Ottobre 1983 valida per la terza giornata, termina con un nulla di fatto (0-0) che inizierà a mettere a nudo i primi limiti dei neroverdi. Malgrado qualche giro a vuoto i biancorossi manterranno tuttavia una media da metà classifica per tutto il girone d’andata, mentre il CHIETI subirà un’improvvisa flessione nel finale del girone che porterà la società teatina, dopo otto gare consecutive senza vittorie, a dare il benservito al tecnico Baldoni proprio a cavallo con l’avvio del girone di ritorno, laddove i teatini chiuderanno in piena metà classifica a quota 15 punti appaiati proprio ai biancorossi, ben lontani dal vertice dove c’è una strenua lotta a tre che vede in vetta oltre alla FIDELIS ANDRIA anche l’altra favorita MANFREDONIA entrambe a 22 punti, con la sorpresa OSTUNI al terzo posto distante due lunghezze. Per i biancorossi un girone d’andata di tutto rispetto con un rassicurante +6 sulla zona salvezza, e la soddisfazione di giocare ad armi pari proprio con i teatini. La PENNESE proseguirà sulla stessa lunghezza d’onda il torneo anche nel girone di ritorno, il Comunale è sempre un duro campo per tutte, compresa per la capolista FIDELIS ANDRIA bloccata sull’1-1, ma anche l’andamento esterno vedrà un netto miglioramento rispetto alla stagione precedente, tanto che alla terza di ritorno arriverà anche un prezioso pareggio all’Angelini in casa del CHIETI (1-1) al termine di una gara giocata alla grande dai biancorossi, in vantaggio grazie al guizzo del difensore Lodi e raggiunti solo nella ripresa, con i teatini che impattano grazie ad un calcio di rigore trasformato dal solito Berardi. Girone di ritorno che vedrà la FIDELIS ANDRIA fare il vuoto, allungando il passo e staccando gradualmente MANFREDONIA e OSTUNI che dovranno così presto arrendersi; il CHIETI registrerà un discreto scossone, ma sarà ormai troppo tardi per insidiare i pugliesi che vinceranno il campionato a mani basse staccando alla fine con un eloquente +7 il MANFREDONIA, ed addirittura di dieci punti l’OSTUNI che chiuderà al terzo posto con una lunghezza di vantaggio rispetto al CHIETI. FIDELIS ANDRIA che chiuderà il torneo con sole 2 sconfitte, il miglior attacco (39 reti) ed una difesa impenetrabile con appena 9 reti complessive subite in 30 gare.
La PENNESE? I biancorossi faranno addirittura meglio nel girone di ritorno, e grazie al successo conclusivo all’ultima giornata sul campo del REAL GENZANO già retrocesso (2-0) chiuderanno un torneo più che soddisfacente al sesto posto a quota 31 punti, grazie a 9 vittorie, 13 pareggi ed 8 sconfitte, 29 gol fatti e 21 subiti.
Salve anche le altre abruzzesi: il SAN SALVO staccherà di un solo punto il CANOSA terzultimo (retrocesso insieme al già citato REAL GENZANO ed ai baresi del MOLA), mentre VAL DI SANGRO e LANCIANO chiuderanno ad un solo punto di distacco dai biancorossi. Piuttosto curioso il campionato dei frentani che faranno registrare ben 22 pareggi su 30 gare: un record più unico che raro.

INTERREGIONALE GIRONE L 1983-84 - 6°posto (31 punti, 9V - 13P - 8S)

Fidelis Andria           47 Val di Sangro 30
Manfredonia 40 Lucera 29
Ostuni 37 Fasano 26
Chieti 36 Noicattaro 26
Trani 35 San Salvo 25
PENNESE 31 Canosa 24
Bisceglie 30 Real Genzano     18
Lanciano 30 Mola 16

 

CLASSIFICA MARCATORI:

13 reti: Spinelli (Lucera)
11 reti: Lojacono (Ostuni), Marangi (Fidelis Andria), Bognanni (Bisceglie)
10 reti: Berardi (Chieti), Petilli (Fidelis Andria), D'Errico (Manfredonia) 

 

Archiviata in modo più che positivo l’ultima stagione calcistica, la prima senza il condottiero Guido Colangelo, i biancorossi si apprestano a disputare il quarto torneo consecutivo in Interregionale, ormai consapevoli di poter disporre di una struttura in grado di reggere il confronto con realtà ben più blasonate e con ambienti caldi come quelli pugliesi, continuando ad incrociare sulla propria strada realtà calcistiche reduci dal professionismo, affrontate senza timori di sorta nel contesto di una crescita calcistica ormai esponenziale.


Le premesse per continuare a fare bene ci sono insomma tutte e così i biancorossi si presentano alla vigilia della stagione 1984-85 con l’obiettivo di confermarsi. La società è sempre retta da Mauro La Torre, mentre viene stretta un’importante partnership con i Supermercati GGS che diventano main sponsor della compagine pennese. In panchina viene confermato mister Arturo Bertuccioli dopo l’ottima stagione passata, insieme a lui si punta a non sfaldare il gruppo locale con le conferme dei big Macrini, Di Federico, Severo, Di Pietro e Pilone ed il ritorno di Vittoriano Di Luzio, che rientra alla base dopo un solo anno a L'Aquila, diventando subito il pallino del tecnico Bertuccioli che verrà confermato in panchina dopo l'ottima annata appena trascorsa . Si conferma anche in sede di mercato la linea calda Penne-Francavilla con gli attaccanti Del Papa e Nerone che vestiranno il biancorosso, mentre torneranno in riva all’Adriatico il difensore Castorani e la punta Lotorio, due partenze importanti che andranno ad aggiungersi a quella dell’altra punta Michele Punzo che passerà al CHIETI.
Di prim’ordine saranno tuttavia i pochi ma mirati innesti di mercato: l’estremo difensore Pino Avagliano ex Lazio scudettata ai tempi di Maestrelli, ed il compianto Piero Di Pietro che arriva a vestire il biancorosso dopo essere stato lanciato a Sulmona da mister Guido Colangelo. Sarà un innesto importantissimo quello del calciatore loretese, prematuramente scomparso insieme alla moglie Barbara nel 2017 a seguito del tragico evento di Rigopiano; Di Pietro, terzino di altissimo livellovestirà per tre stagioni la casacca biancorossa dal 1984 al 1987; militerà poi tra le fila di Pineto e L'Aquila, trasformandosi addirittura in attaccante a fine carriera tornando nella sua Loreto in Eccellenza prima di trasferirsi al Pianella. Da allenatore sfiorerà il miracolo della promozione in D con il suo Lauretum (2002-2003 secondo posto alle spalle del Celano dopo aver accumulato persino un +7 in classifica durante il torneo), e sarà anche parte viva della storia più recente della società loretese, ripartita dalla Terza Categoria. Negli ultimi periodi si era dedicato alla sua passione principale, iniziando ad allenare i più piccoli prima del triste evento che segnerà un'intera area martoriata dal dolore di una tragedia assurda.

Biancorossi inseriti nel girone H e, per il secondo anno consecutivo, saranno le formazioni pugliesi le principali antagoniste, anche se il torneo sarà meno impegnativo logisticamente parlando visto che sarà notevolmente rimpolpato il plotone abruzzese: oltre alle confermate CHIETI, LANCIANO, SAN SALVO e VAL DI SANGRO già avversarie dei biancorossi la passata stagione, faranno parte del girone anche AVEZZANO e L’AQUILA provenienti dal girone laziale, oltre alle neopromosse ANGIZIA LUCO (vincitrice del girone A di Promozione) ed il VASTO 82 (vincitrice girone B); per i vastesi sarà il primo anno di Interregionale dopo il fallimento della Pro Vasto al termine della stagione calcistica 1981/82; ripartita dalla Promozione Regionale acquisendo il titolo sportivo dell’Incoronata Vasto, dopo due stagioni i biancorossi tornano nella massima categoria dilettantistica, ma non sarà affatto un ritorno semplice. Il già citato plotone pugliese sarà invece inevitabilmente ridotto con le conferme di BISCEGLIE, LUCERA, MANFREDONIA, NOICATTARO e TRANI cui si aggiungerà il solo CORATO appena promosso dalla Promozione Pugliese; a completare il girone ci saranno i campani dell’ARIANO VALLE UFITA, società rappresentativa del Comune di Ariano Irpino (Avellino) che viene separata dal resto delle campane dopo aver chiuso al terzo posto l’ultimo torneo. Le altre abruzzesi Pineto e Rosetana saranno invece le uniche due rappresentanti regionali del girone F in compagnia di marchigiane e romagnole.

Favoritissime della vigilia sono le pugliesi BISCEGLIE e MANFREDONIA: i primi rinforzano notevolmente la squadra dopo l’ultimo campionato al di sotto delle aspettative, i secondi confermano le ambizioni della stagione precedente dove sulla loro strada avevano incrociato una Fidelis Andria imbattibile. Rinnovate ambizioni a CHIETI dove i neroverdi tra mille mugugni ed una situazione societaria sempre di non facile definizione, provano ancora a dare l’assalto ai professionisti, ingaggiando Michele Punzo reduce da un ottimo campionato in biancorosso, oltre al compagno di reparto Fabio Fiaschi prelevato dalla Sanremese (C1) ed il difensore Francesco Ciampoli (che ritroveremo a Penne, da allenatore, per un brevissimo lasso di tempo), classe 1951, ortonese di nascita ma reduce da una carriera sfavillante con 21 presenze totali collezionate in serie A con Cagliari e Catania ed oltre 200 presenze tra B e C1 sempre con Catania (squadra dalla quale arriva), Pescara, Genoa e Cagliari; in panchina Francesco Zucchini al primo anno da allenatore che tuttavia avrà vita breve come del resto altri suoi colleghi: saranno infatti ben quattro gli avvicendamenti tecnici sulla panchina neroverde al termine di una stagione partita con grossi auspici ma che si rivelerà alla fine disastrosa.

La stagione della PENNESE si svolge sulla falsariga della precendente: la squadra è solida, presenta forse qualche limite in fase offensiva ma subisce pochissimo e soprattutto perde piuttosto raramente. L’avvio del torneo è un po’ timido ed alla terza giornata arriva la sconfitta all’Angelini nel derby contro il CHIETI che inizia alla grande la stagione rifilando 9 reti al malcapitato TRANI e riportando un buon punto da ARIANO IRPINO; malgrado tutto i biancorossi riescono a risalire la china, mentre i teatini inizieranno a stentare non poco e tra la settima e l’ottava giornata avvicenderanno ben due allenatori: via Zucchini panchina al “traghettatore” Angelozzi che dopo il pari a reti bianche con il CORATO lascerà il posto a Persenda ex tecnico del Derthona. La prima parte del torneo vede il BISCEGLIE provare a staccarsi in vetta, mentre piuttosto attardato risulta essere il MANFREDONIA con le matricole CORATO e ANGIZIA LUCO vere rivelazioni di inizio torneo, ad insidiare la leadership dei nerazzurri. La PENNESE veleggia in zona tranquillità ma la classifica e piuttosto corta e non ammette pause. La svolta della stagione avviene alla terza di ritorno, quando i biancorossi superano in casa il CHIETI (1-0) confermando la crisi dei neroverdi e proseguono il torneo all’insegna della regolarità appostandosi subito sotto il gruppone delle prime della classe che tuttavia iniziano a viaggiare a ritmi vertiginosi, compreso il MANFREDONIA che non stecca più dopo l’avvio timido al contrario del CHIETI che alla fine esonera anche Persenda. In vetta intanto si insinua sempre di più l’ANGIZIA LUCO che non molla la presa, e si presenta addirittura all’ultima giornata al primo posto in classifica di un torneo che si chiude in volata con l’altra matricola CORATO insieme al BISCEGLIE, distante un solo punto e con il MANFREDONIA a -2; ai marsicani basterebbe battere in casa (sul neutro di Pineto) il già retrocesso SAN SALVO per festeggiare una storica promozione tra i professionisti, il BISCEGLIE ospita L’AQUILA già salvo mentre il MANFREDONIA affronta in casa nello scontro diretto il CORATO con le speranze ormai appese al lumicino. L’ultimo atto del campionato vedrà i marsicani spuntarla come da previsione ma con non poche sofferenze al cospetto di un SAN SALVO che giocherà la partita fino all’ultimo pallone, piegato solo da un calcio di rigore di capitan D’Alessandro che chiuderà il match in lacrime per l’incredibile impresa della promozione in C2. Vittorie vane dunque per BISCEGLIE (che piegherà in casa L’AQUILA 3-0) e MANFREDONIA, che con identico risultato surclasserà il CORATO scavalcandolo in classifica e chiudendo al terzo posto come magra consolazione. Il campionato del PENNE finirà invece con il successo casalingo sulla VAL DI SANGRO (1-0) che sancirà un’altra annata di grosse soddisfazioni chiusa al settimo posto con 31 punti, frutto di 10 vittorie, 11 pareggi e 9 sconfitte, con 25 reti segnate e 23 subite.
Un piazzamento che conferma appieno il progetto avviato la stagione precedente per i biancorossi, che staccheranno di due punti il CHIETI, che chiuderà la sua stagione fallimentare al decimo posto, con ben quattro cambi di allenatore a torneo in corso.
Miglior marcatore per i biancorossi sarà Vittoriano Di Luzio vicecapocannoniere del torneo proprio dietro a D'Alessandro dell'Angizia Luco; una stagione eccezionale quella del fantasista biancorosso che farà letteralmente innamorare mister Bertuccioli che lo porterà con sè a Lanciano.
A retrocedere saranno ben due abruzzesi: oltre al NOICATTARO saluteranno infatti la categoria il SAN SALVO e l’AVEZZANO che, ridimensionato, subirà l’onta di una disastrosa retrocessione con soli 6 punti in classifica.

INTERREGIONALE GIRONE H 1984-85 - 7°posto (31 punti, 10V - 11P - 9S)

Angizia Luco 41 Chieti 29
Bisceglie 40 L'Aquila  29
Manfredonia 39 Vasto 82 28
Corato 38 Trani 28
Lanciano 32 Val di Sangro    27
Lucera 32 Noicattaro 26
PENNESE 31 San Salvo 24
Ariano V.Ufita      30 Avezzano   6

 

CLASSIFICA MARCATORI:

13 reti: D'Alessandro (Angizia Luco)
12 reti: Di Luzio (Pennese)
10 reti: Ludovici (Angizia Luco), Del Zotti (Bisceglie), Petrella (Corato), Cancellier (Lanciano)

La stagione 1985-86 rappresenta il quinto torneo consecutivo per i biancorossi nell’Interregionale, presentando ai nastri di partenza una squadra ormai pronta per la definitiva consacrazione ma che inizia fisiologicamente a perdere i primi pezzi del “blocco storico”. Non c’è più Mauro La Torre al vertice della società biancorossa, ma il ruolo di presidente viene assunto da Enrico De Fabritiis già da diversi anni in società sempre affiancato dall’imprenditore locale Antonio Rietti.
Il primo segno di discontinuità rispetto al recente passato sarà tuttavia rappresentato dal cambio alla guida tecnica, con l’addio di Arturo Bertuccioli dopo due anni di grandi risultati; il tecnico pesarese passerà infatti sulla panchina dell’ambizioso LANCIANO e porterà con sé in terra frentana i suoi pupilli, il difensore Lunelli prelevato due anni prima dal Villamagna ma soprattutto due pezzi dello storico nucleo pennese: Guglielmo Macrini e Vittoriano Di Luzio che andranno a fare le fortune dei frentani. Meno fortunata sarà tuttavia l’annata di mister Bertuccioli che verrà esonerato dopo poche giornate a causa del suo gioco attendista, poco gradito dalla dirigenza guidata dallo storico presidente Ezio Angelucci, che chiamerà al suo posto Carlo Florimbi allenatore alle prime esperienze messosi precedentemente in luce con Santegidiese e Teramo.
Al posto del tecnico in partenza la società biancorossa punta forte su un mister esordiente abituato a lavorare con i giovani: si tratta di Giovanni Mincarini allenatore proveniente dal settore giovanile del River con il quale ha ottenuto risultati importantissimi tanto da attirare l’attenzione della dirigenza pennese che decide di affidargli la panchina della prima squadra.

Sarà insomma una stagione che non inizia sotto i migliori auspici per un PENNE che perde gicoatori importanti, ma che comunque blinda tutti gli altri pezzi pregiati (Pilone, Severo, Di Pietro, Di Federico) e sostituisce alla grande i giocatori in partenza assicurandosi dalla Sambenedettese i difensori Pallottini (prestito) e Compagnoni, e soprattutto l’attaccante campano Antonio Antignani che rimarrà nella storia del calcio pennese per un memorabile gol di testa contro il Chieti (proprio lui, chietino d’adozione). Nato a Pomigliano d’Arco nel 1960, Antignani esordirà giovanissimo in serie C con la maglia della Nocerina, prima di confermarsi bomber di buon livello tra i protagonisti proprio a Chieti dove arriverà giovanissimo nel 1978 ritagliandosi i suoi importanti spazi fino a conquistarsi una maglia da titolare; successivamente vivrà importanti esperienze con le maglie di Osimana (sempre in C2) e successivamente in Interregionale di nuovo a Chieti e  con la Val di Sangro; su di lui peserà l’ingrato compito di non far rimpiangere Vittoriano Di Luzio in zona offensiva.

Biancorossi confermati nel girone H che tuttavia subirà un lieve mutamento territoriale inglobando anche diverse squadre marchigiane oltre alle ormai già note pugliesi; oltre alle conferme di LANCIANO, CHIETI, VASTO 82 e VAL DI SANGRO tra le corregionali si aggiungeranno PINETO e ROSETANA, oltre alle novità rappresentate dalle neopromosse TORTORETO LIDO, vincitrice del girone A della Promozione Abruzzese dopo lo spareggio con la sorpresa Tagliacozzo, e la matricola TOLLO proveniente invece dal girone B dove aveva beffato sul filo di lana il ben più blasonato Sulmona e l’altra sorpresa Altinese. Cala il numero delle pugliesi che si riducono a tre con le conferme di MANFREDONIA e LUCERA insieme alla neopromossa CANOSA che torna ad affrontare i biancorossi, mentre le marchigiane sono MONTURANESE, TOLENTINO, PORTO S.ELPIDIO provenienti dal girone F insieme alla FERMANA fresca di retrocessione dal campionato di C2.

Meno trasferte calde in programma ma torneo decisamente più tecnico con le abruzzesi pronte a fare la voce grossa: su tutte il CHIETI che programma l’ennesimo campionato di vertice ed il LANCIANO che sotto la presidenza Angelucci dopo le prime due stagioni di assestamento punta in alto sfruttando il già citato asse “pennese” Bertuccioli-Di Luzio-Macrini-Lunelli. Sembra tuttavia proprio quella neroverde la principale candidata per la promozione, con il co-presidente Mancaniello che acquisirà definitivamente la maggioranza societaria puntando dritto al ritorno tra i professionisti affidandosi a mister Orazi e chiudendo una campagna acquisti di tutto rispetto, prelevando Domenico Marangi dalla Fidelis Andria, già protagonista indiscusso della promozione dei pugliesi due anni prima, oltre agli arrivi di Canzanese dal Teramo, di Mattioli dal Senigallia e della punta Valà dalla Civitanovese, confermando in avanti anche l’ex biancorosso Michele Punzo.

Il campionato scorre con qualche calo di tensione, unito ad una scarsa continuità di risultati che porterà i biancorossi a disputare un campionato in tono leggermente minore rispetto alle ultime due stagioni ma che alla fine condurrà ad una salvezza senza grossi patemi d’animo. Da ricordare il pareggio casalingo al termine di un burrascoso match contro il CHIETI,  caratterizzato da disordini fuori dal campo che si protrarrano anche al termine del match: la gara valida come ultima giornata del girone d’andata sarà agonisticamente validissima ed equilibrata per tutta la durata, fino al guizzo del beccatissimo Mimmo Marangi, pericolo numero uno e temutissimo dal pubblico che lo aveva ammirato due stagioni prima con la maglia della Fidelis Andria. Sarà un suo diagonale ad otto minuti dal termine a dare l’illusione del colpaccio in terra vestina ai teatini, ma un colpo di testa di Vincenzo Pilone sugli sviluppi di un calcio d’angolo regalerà ai biancorossi un insperato pareggio in pieno recupero facendo esplodere il Comunale. Biancorossi che chiuderanno il girone d’andata a quota 14 punti, leggermente sotto il centro classifica ma comunque in posizione tranquilla con un rassicurante +5 dalla zona salvezza. In vetta il duello tra CHIETI (primo in classifica) e LANCIANO (distante appena un punto) è serratissimo, con il PORTO S.ELPIDIO terzo incomodo che guida la classifica appaiato ai teatini.
Il girone di ritorno sarà vissuto sulla stessa falsariga dagli uomini di Mincarini, mentre il CHIETI inizierà a perdere qualche colpo dopo aver allungato a +4 dal LANCIANO: sarà proprio lo scontro diretto tra neroverdi e rossoneri a riaprire il campionato: una rete di Cassano infatti rilancerà in classifica i ragazzi di Florimbi che alla tredicesima di ritorno si porteranno a -1 dai teatini. Scherzi del calendario renderanno il PENNE arbitro del campionato visto che i ragazzi di Mincarini, già matematicamente salvi, dovranno prima ospitare il LANCIANO degli ex Di Luzio e Macrini, poi andare all’Angelini all’ultima giornata in un clima già arroventato dagli incidenti dell’andata. Clima che si renderà ulteriormente infuocato dopo l’epilogo del match interno tra PENNE e LANCIANO laddove i frentani supereranno per 2-1 i biancorossi mentre il CHIETI, impegnato sul difficile campo di un CANOSA in lotta per la salvezza, rimedieranno solo un 1-1 che favorirà l’aggancio in classifica dei rossoneri, alimentando voci di presunte combine negli ambienti teatini, vista la presenza in campo degli ex Macrini e Di Luzio.
L’atto finale del campionato vedrà dunque il PENNE perdere 2-0 all’Angelini (autorete di Di Teodoro e gol del raddoppio chietino di Di Renzo) mentre il LANCIANO non faticherà a superare con identico risultato in casa un PORTO S.ELPIDIO ormai già appagato dal quarto posto in classifica.
Un epilogo thrilling che vedrà dunque le rivali di sempre, CHIETI e LANCIANO, costrette a giocarsi la promozione in C2 allo spareggio di scena sul neutro di Latina: la gara, equilibratissima, si concluderà ai calci di rigore ed a spuntarla saranno proprio i frentani con rigore decisivo calciato da Vittoriano Di Luzio che regalerà così l’approdo tra i professionisti ai frentani, gettando nello sconforto i teatini che per l’ennesimo anno saranno costretti ad ingoiare un boccone amarissimo.
In coda farà pronto ritorno in Promozione la matricola TOLLO, insieme alla ROSETANA ed al CANOSA che uscirà sconfitta solo ai rigori dalla FERMANA che così eviterà l’onta della seconda retrocessione consecutiva.
A vincere la classifica marcatori sarà una vecchia conoscenza del calcio biancorosso, quel Venceslao Lotorio portato a Penne da mister Bertuccioli, che con la maglia del PINETO metterà a referto 14 reti.


Il PENNE chiuderà la stagione all’undicesimo posto a quota 28 punti con 10 vittorie, 8 pareggi e 12 sconfitte, 26 gol fatti e 28 subiti; un andamento meno “stabile” rispetto a quello delle ultime due gestioni Bertuccioli ma che comunque non vedrà mai in discussione la salvezza, obiettivo primario della società.
Non sarà tuttavia una stagione da buttare ed, anzi, il PENNE arriverà a bissare l’andamento della Coppa Italia 1980 spingendosi fino ai quarti di finale della competizione dove si verificherà tuttavia la seconda amara delusione, opposti ai pugliesi del Mesagne: terminerà con un doppio pareggio, 1-1 al Comunale e 0-0 in terra pugliese, con il portiere avversario Vergallo assoluto protagonista con diverse parate prodigiose che negheranno il sogno della semifinale ai biancorossi. Interventi che non passeranno inosservati all’attenta dirigenza pennese che qualche anno dopo ingaggerà proprio l’estremo difensore.

INTERREGIONALE GIRONE H 1985-86 - 10°posto (28 punti, 9V - 10P - 11S)

Lanciano 42 PENNESE 28
Chieti 42 Lucera 28
Monturanese 37 Tortoreto 27
Tolentino 35 Val di Sangro   27
Porto S.Elpidio   34 Fermana 24
Vasto 82 32 Canosa 24
Pineto 32 Tollo 21
Manfredonia 31 Rosetana 17

 

Spareggio promozione: LANCIANO-CHIETI 0-0 (4-2 dopo calci di rigore)
Spareggio salvezza: FERMANA-CANOSA 0-0 (4-2 dopo calci di rigore)

MARCATORI:

14 reti: Lotorio (Pineto)
13 reti: Bonaldi (Fermana), Cappellacci (Manfredonia)
12 reti: Cassano (Lanciano), Fiorillo (Vasto 82)

Il PENNE ormai ci ha preso gusto, la categoria è mantenuta sempre saldamente nonostante le prime partenze ed il ricambio generazionale che costringe la società a cambiare spesso, inserendo sempre nuovi protagonisti in un torneo che si livella sempre più verso l’alto ed inizia a prendere connotati di rango superiore rispetto ad un semplice campionato dilettantistico.

Dopo un campionato vissuto leggermente in tono minore rispetto alle due stagioni precedenti sotto le cure di mister Bertuccioli, la stagione 1986-87 vede la conferma in panchina del tecnico Giovanni Mincarini.
Il mercato in entrata vedrà i soliti innesti mirati, per una società che non può permettersi ingaggi faraonici nel contesto di una categoria che si avvicina sempre più ai livelli professionistici. E così dalla Rosetana arrivano il difensore Di Donato e la punta Bonomo, mentre dalla Sambenedettese arriverà il fortissimo centrocampista esterno Di Antonio: nativo di Sant’Egidio alla Vibrata Di Antonio, classe 1966, sarà ceduto in prestito ai biancorossi dove si metterà in luce come uno dei migliori elementi della categoria, siglando anche un gol importante nel vittorioso derby interno col CHIETI capolista tornando poi a San Benedetto dove esordirà in B, prima di consacrarsi in serie C2 con la maglia del Martina.

I biancorossi restano nel girone H che non varia la sua struttura con abruzzesi, pugliesi e basse marchigiane; meno nutrito risulta essere tuttavia il drappello di corregionali: con le conferme di CHIETI, VAL DI SANGRO, TORTORETO LIDO e VASTO 82, mentre L’Aquila insieme alle neopromosse Celano e Castel di Sangro saranno di nuovo inglobate nel girone laziale (G). Ridotto il numero delle pugliesi con CORATO, TRANI, MANFREDONIA e LUCERA, mentre ben più ampio il drappello marchigiano con le conferme di MONTURANESE, TOLENTINO, PORTO S.ELPIDIO e FERMANA, a cui si aggiungono l’OSIMANA (proveniente dal girone F) e la CINGOLANA (neopromossa dal torneo di Promozione).

Tra le favorite d’obbligo spicca su tutte il CHIETI che si appresta ad affrontare il torneo con il presidente Mancaniello alla guida, con la conferma di Orazi in panchina e con il consolidamento della squadra della stagione precedente, che non vedrà più in rosa Mimmo Marangi ma che si arricchirà con gli arrivi del bomber Stefano Sgherri dal Barletta, di Giuseppe De Amicis dal Teramo e di Ilari dalla Massese oltre alle importanti conferme dei vari Di Renzo, Valà, Fiaschi e Giallorenzo. Avversari da temere per i teatini sono l’immancabile MANFREDONIA ma anche le marchigiane presentano le loro insidie con la forte MONTURANESE e con la FERMANA, che si rinforza dopo aver rischiato la retrocessione l’anno precedene scampata solo grazie al successo ai calci di rigore nello spareggio col Canosa. La PENNESE parte al suo solito con tanto entusiasmo ma con i soliti dubbi derivanti da uno zoccolo duro che viene sempre più a mancare; obiettivo logico e primario, non può che essere quello della salvezza.

La partenza del torneo presenta subito un girone molto equilibrato, e vedrà i biancorossi disputare un girone d’andata di buon livello in un torneo che si rivelerà durissimo su tutti i campi senza squadre materasso. Sembra il prologo di un’ennesima stagione deludente per il CHIETI di Orazi che cade malamente già alla seconda giornata con un netto 0-4 patito per mano del MANFREDONIA, ma già alla quinta giornata i neroverdi, approfittando del costante equilibrio, andranno a prendersi il primo posto in classifica infilando poi una serie di risultati utili che le faranno prendere il largo. Risultati utili dei teatini che tuttavia verranno improvvisamente interrotti nello scontro del Comunale contro i biancorossi, che si riveleranno bestia nera dei neroverdi mai vincitrici in terra vestina. Finirà 2-1 quello che rimarrà probabilmente alla storia come il derby più spettacolare tra le due squadre: in vantaggio con un gran gol di Di Antonio gli uomini di mister Mincarini davanti ad uno stadio stracolmo oltre ogni ordine di posto, si faranno raggiungere da Di Renzo, ma nel finale di partita sarà un guizzo dell’ex di turno Antignani a regalare un successo epico contro la capolista. Sarà un girone d'andata super per i biancorossi che chiuderanno  riportando a casa un ottimo pari dalla tana del TOLENTINO, chiudendo così addirittura al quinto posto con 16 punti appaiati a MANFREDONIA e TRANI, a -5 dal CHIETI che nel frattempo ha preso il largo staccando la MONTURANESE seconda in classifica.
Meno positivo sarà tuttavia il girone di ritorno che farà registrare una flessione proprio nel momento più importante del torneo, quello finale, mettendo in parte in discussione una salvezza parsa cosa già fatta ma che vedrà coinvolgere improvvisamente i biancorossi anche a causa dei ritmi elevati nelle zone basse che alzeranno improvvisamente la quota salvezza rispetto alla passata stagione.
Il CHIETI nel frattempo continuerà a prendere il largo e potrà festeggiare l’agognato ritorno tra i professionisti con ben quattro turni di anticipo quando grazie al pareggio a reti bianche sul campo del TORTORETO, i neroverdi staccheranno di dieci lunghezze il MANFREDONIA rendendo di fatto una formalità l’ultima parte del torneo, ma non per questo perdendo motivazioni importanti nel derby dell’Angelini contro la PENNESE in programma alla penultima giornata con i biancorossi ancora a caccia di punti per chiudere il discorso salvezza; il CHIETI del resto non farà sconti, voglioso di chiudere in bellezza davanti al pubblico amico per l’ultima dell’anno e vendicare la cocente sconfitta del Comunale. PENNE che scenderà in campo privo di due elementi del calibro di Vincenzo Pilone e Giovanni Severo, assenze che si faranno sentire alla lunga ma che non impediranno alla squadra di Mincarini di portarsi in vantaggio grazie ad una sventola di Antignani dal limite che pescherà l’incrocio dei pali bissando la rete dell’andata.
Il CHIETI tuttavia non ci sta ed inizia a premere, il PENNE si schiaccia e su azione d’angolo Sgherri di testa infila in porta la palla del pareggio; neroverdi che continuano a spingere e nel finale di tempo effettuano il sorpasso mantenendo senza patemi nella ripresa chiudendo così sul punteggio di 2-1.
Malgrado la sconfitta tuttavia il PENNE, che nel girone di ritorno conquisterà appena 11 punti rispetto ai 18 del girone d’andata, riuscirà a chiudere ogni discorso all’ultima giornata nel turno interno il TOLENTINO sceso al Comunale senza assilli di classifica.


PENNE che chiuderà così a quota 27 punti, uno in più di OSIMANA, PINETO e VASTO 82 appaiate al terzultimo posto: saranno i vastesi a retrocedere amaramente in Promozione per via della classifica avulsa insieme al LUCERA ed alla VAL DI SANGRO.
Lo score finale per i ragazzi di Mincarini sarà di 27 punti frutto di 9 vittorie, 9 pareggi e 12 sconfitte, con 28 gol fatti e 30 subiti.
Miglior marcatore per i biancorossi sarà Antignani che chiuderà il torneo con 10 centri complessivi
Per il CHIETI ci sarà l’epilogo della Coppa Italia: dopo aver battuto grazie alla regola dei gol in trasferta il Seregno (sconfitta 1-3 in Lombardia, successo 2-0 in casa), i neroverdi perderanno la finalissima contro la corazzata AVEZZANO vincitrice della fase Nazionale della Coppa di Promozione: i biancoverdi avranno la meglio sui chietini per 2-1 mettendo così la classica ciliegina sulla torta ad una stagione travolgente; reduci dal doppio salto all’indietro (dalla C2 alla Promozione in due anni), la società marsicana si riorganizzerà e dominerà letteralmente il proprio girone riconquistando subito l’accesso all’Interregionale, collezionando ben 49 punti di fatto sfiorando il record di punti della PENNESE nel massimo torneo dilettantistico regionale risalente alla stagione 1980-81 ed ancora in piedi, e ponendo le basi per il doppio salto in avanti con il ritorno nel calcio professionistico che sarà immediato.
Si chiuderà dunque un’altra stagione importante per i biancorossi che manterranno la categoria per il sesto anno consecutivo, ma sarà una stagione importante soprattutto perché segnerà la fine di un capitolo nella storia del calcio pennese, che saluterà i caldissimi derby con il CHIETI chiudendo con l’imbattibilità interna tra gare di campionato e Coppa, ma che soprattutto rappresenterà l'ultima annata di una squadra fondata sul "blocco storico". L'estate 1987 sarà infatti piuttosto burrascosa con le partenze di due elementi fondamentali assoluti protagonisti dell'ultimo decennio: Enzo Di Federico e Mauro Di Pietro; per entrambi si tratterà di partenze dolorosissime e non senza polemiche.

INTERREGIONALE GIRONE H 1986-87 - 11°posto (27 punti, 9V - 9P - 12S)

Chieti 46 Corato 28
Manfredonia 38 PENNE 27
Monturanese 37 Cingolana 27
Fermana 33 Osimana 26
Porto S.Elpidio   31 Pineto 26
Tolentino 30 Vasto 82 26
Trani 29 Lucera 25
Tortoreto 29 Val di Sangro    22

 

MARCATORI:

14 reti: D'Errico (Manfredonia)
12 reti: Capone (Fermana)
11 reti: Sgherri (Chieti)